IL MANCATO RICONOSCIMENTO DEL FEE
Provengo recentemente da tre esperienze alberghiereacquistate attraverso uno dei classici portali di prenotazione e come spero soloper una fortuita occasione, gli albergatori alla mia partenza mi segnalavano chein futuro se acquistavo direttamente da loro evitando i vari siti più cheaffermati avrei avuto seri vantaggi. Anzi un paio ne parlavano pure malearrivando a dire che avrebbero "trattato meglio il cliente non solo sulprezzo ma anche sul servizio". Personalmente ho trovato il fatto alquantoscandaloso, considerando che in tutti i tre casi ho pagato all'albergatore iltotale del soggiorno e quindi non si trattava di eventuali ritardisull'incasso. Oggi parte dell'Hotellerie non vuole accettare di pagare un feeper chi gli procura il cliente, purtroppo il fatto esisteva già con le Agenziedi Viaggi in passato. Forse gli albergatori non ricordano i costi chesostenevano in piccola pubblicità per farsi conoscere, dalla locale a quella inoccasione di manifestazioni, i costi che seppur spesso consorziati sostenevanoper una presenza alle fiere, la stampa di depliantes o altri materiali perfarsi ricordare, i "fee" ai servizi taxi e i “gentelmen agreement” acommercianti e infine quando si mettevano sulla porta speranzosi che il turistapassante si fermasse da loro. Oggi sono worldwide in un directory grazie a investimenti di terzi.
Albert Redusa Levy