I BENI DEL TERRITORIO SONO LA RICCHEZZA DELLA POPOLAZIONE
L’esperienza di un soggiorno o di un viaggio è qualcosa che arricchisce la nostra persona, asportarne i beni non ci aiuterà a rivivere l’esperienza, ma solo a privarla ad altri. Questo pensiero è riferito a ciò che si apprende dalla stampa specializzata di furti di beni dei territori durante i viaggi da parte di alcuni turisti. Ad esempio la sabbia delle più belle destinazioni balneari è oggi tra i souvenir più ricorrenti e non solo delle destinazioni oceaniche, ma anche nazionali, come la Sardegna. Quest’ultima era già stata colpita anni fa da continui furti di sabbia corallina sulla famosa spiaggia rosa di Budelli o peggio, del furto della testa della “roccia della tartaruga” a Cala Girgujolo. I furti di sabbia e di conchiglie si susseguono nella maggior parte dell’Oceano Indiano sino alle di Uova di Dinosauro in Madagascar (frammenti di uova prestoriche che vengono incollati sino a comporre la forma originale), di rocce di foreste pietrificate in Namibia e così via. Ma lo ritroviamo anche in fiori e piante nei Caraibi e in SudAmerica. Oggi molti Paesi hanno finalmente attivato dei sistemi di controllo rigidi negli aeroporti, ad iniziare dalla nostra Sardegna sino al SudAfrica, Australia e agli Stati dell’Indocina. I beni turistici sono un valore per i Paesi che ne dispongono, sono un patrimonio mondiale che deve essere tutelato, di cui gli abitanti ne sono i temporanei custodi.
Albert Redusa Levy





PRIMO DECRETO: GLI AIUTI DEL GOVERNO AL TURISMO
Come
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