TOURISTS 4 FUTURE: 5 AMICI E LA TRAVERSATA D'ITALIA IN 3 MESI. [INTERVISTA A VALENTINA MIOZZO]
Tourists 4 future è un progetto mediatico, un social tour che si pone un duplice obiettivo: quello di rilanciare il turismo ambientale, sostenibile e responsabile in Italia e quello di dare voce al Paese che rinasce in questo momento molto particolare. Per farlo 5 amici affronteranno, e racconteranno attraverso i social, la traversata d’Italia che li porterà a toccare 20 Regione in 3 mesi, da Sud a Nord, con destinazione Bergamo, una delle città più colpite dalla recente pandemia.

Ne abbiamo parlato con Valentina Miozzo, travel blogger e consulente per il turismo sostenibile, una delle ideatrici dell’iniziativa.


D: Tourists 4 Future. Di cosa si tratta?


R: Tourists 4 Future è un progetto senza scopo di lucro nato durante la quarantena da un gruppo di 5 amici, con l’obiettivo di trasformare un momento di crisi in un’opportunità: siamo tutti professionisti del settore turistico, che è stato duramente colpito dall’emergenza sanitaria.
L’idea di fare la traversata d’Italia in questo momento è stato il nostro modo di reagire: attraverseremo parchi naturali, borghi, paesini, agriturismi, entreremo in contatto con tradizioni, luoghi e persone e nel farlo vogliamo dare voce ai piccoli operatori del turismo italiano, strutture turistiche, guide e associazioni locali. Queste rappresentano per noi il simbolo di una ripresa che passa anche attraverso alle molte forme di turismo ambientale, sostenibile e responsabile presenti nel nostro Paese.
Il team di viaggio sarà composto da me, Mauro Cappelletti e Cristiano Pignatoro (guide ambientali escursionistiche), Stefania Gentili (fotografa, naturalista e guida ambientale) e Francesco Quero (musicista e navigatore).


D: La partenza è fissata per l’1 luglio. Cosa significa organizzare un viaggio sostenibile in Italia oggi? Quali difficoltà avete incontrato?


R: Non è stato facile trovare l’itinerario perfetto: viaggeremo a piedi, in treno, in bici, (ma anche a dorso d’asino) dal sud Italia fino a Bergamo.
In queste settimane abbiamo toccato con mano le difficoltà di organizzare un viaggio complesso come quello che ci prefiggiamo in questo preciso momento storico, dove molte strutture ricettive ancora non hanno deciso quando riaprire e i trasporti hanno delle limitazioni.
Oltre all’aspetto logistico, sicuramente il più problematico, una parte importante del nostro lavoro consiste nel gestire i numerosi messaggi che riceviamo con proposte di partnership. Non abbiamo potuto accettare tutti gli inviti perché, benché tre mesi sembrino tanti, per noi è fondamentale toccare tutte le Regioni, quindi il tempo che potremo dedicare ad ognuna di esse è limitato. Tuttavia siamo riusciti a raccogliere davvero un gran numero di storie che racconteremo, tappa dopo tappa, durante questi 90 giorni.
L’invito che vorrei fare a tutti è quello di concentrarsi su ciò che c’è, su tutto quello che riusciremo a mostrare, pensando a questo viaggio come ad una quota simbolica di quanto succede nell’Italia intera.


D: Come sottolinei esiste un mondo sommerso di realtà sostenibili e virtuose italiane, che merita di essere scoperto.


R: Siamo consapevoli che oggi la visibilità vale più del pagamento di un singolo servizio, in particolare all'indomani dell'emergenza Covid-19, perché innesca un passaparola virtuoso che porta nuovi turisti.
Da qui è nata la scelta di creare un progetto che fosse innanzitutto mediatico investendo ciò che avevamo nella sua promozione attraverso i social, così da far crescere il pubblico che ci segue. Parte dei luoghi e dei progetti che racconteremo non hanno una presenza strutturata in rete, siti internet assenti o obsoleti, social network fermi. Le strutture ricettive in molti casi si affidano quasi unicamente alle OTA per le prenotazioni, rinunciando ad un contatto diretto con il cliente. In passato mi sono occupata di affiancare piccole realtà agrituristiche sul fronte digitale e, oggi come allora, trovo purtroppo ancora molta impreparazione e poca fiducia in questi supporti.
In Italia spesso le piccole realtà non percepiscono il web come uno strumento importante e questo è ancora più vero per le attività che si occupano di turismo ambientale e rurale, per le quali il digital viene vissuto come un mondo lontano, quando non addirittura antitetico, al loro.
Questa distanza ha contribuito a far emergere sempre più le grandi realtà a discapito delle strutture piccole ma meritevoli del territorio: progetti con peculiarità uniche, capaci di conservare tradizioni autentiche.
T4f valorizzerà questo mondo proprio attraverso questi canali, oggi indispensabili.


D: Quale sarà per te la sfida più grande da affrontare durante questa traversata?


R: Rinunciare agli abbracci delle persone che incontreremo lungo il cammino a causa delle restrizioni sanitarie, perché penso sia un aspetto importante di un viaggio e del rapporto con le persone che si incontrano. Le persone che ci seguono ci stanno chiedendo di potersi unire alla traversata ma anche questo non sarà possibile per questioni di sicurezza, per questo motivo, quando gli spazi lo permetteranno, cercheremo di organizzare delle tappe o cene comunitarie che ci permettano di incontrare anche fisicamente chi ci sta seguendo.


D: La tappa finale del viaggio sarà Bergamo, una delle città più colpite. Immagino non sia stata una scelta casuale.


R: No, assolutamente. È stata una meta conclusiva fortemente voluta da tutto il team per lanciare un messaggio a chi ci seguirà. Vogliamo raccontare un volto diverso e rinato di una città della quale negli ultimi mesi abbiamo visto più che altro il volto sofferente. Speriamo sarà anzi possibile organizzare proprio lì un momento collettivo per festeggiare il nostro arrivo.


D: Come è possibile sostenere il progetto?


R: Innanzitutto seguendoci sui social media!
Per affrontare le spese di viaggio abbiamo aperto una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe dove chiunque può compiere una donazione; anche le cifre piccole sono ben venute e possono esserci d’aiuto.Questa raccolta fondi servirà inoltre a compensare le emissioni di Co2 per i pochi spostamenti che faremo, in traghetto e in furgoncino, permettendoci di sostenere progetti di riforestazione nella Foresta di Paneveggio Pale di San Martino (Trentino Alto Adige), distrutta dalla tempesta Vaia di Ottobre 2018, e in Sardegna.


D: Pronta a partire?


R: Non vedo l’ora! Questo progetto è nato e ha preso forma a distanza, grazie a chiamate Skype, chiamate, messaggi, mail e, dopo oltre due mesi di lavoro, credo sarà un’emozione grandissima rivedere tutto il team di persona a Palermo il 30 giugno, il giorno prima della partenza.
Rita Pagani





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