LO SMART WORKING: UN€OPPORTUNITÀ ANCHE PER IL SETTORE TURISMO. PARLIAMO DEL WORKATION
L’estate 2020 è iniziata e gli italiani, come emerge anche da un sondaggio di Quorum/Youtrend, stanno progettando le vacanze. Quest’anno però le ferie estive potrebbero essere in smart working ( di cui abbiamo scoperto gioie e dolori) e infatti si parla di Workation che è l'unione delle parole work e vacation, lavoro e vacanze.

Sono all'incirca cinque milioni i lavoratori italiani che in questo periodo sono stati messi in modalità "smart", ma ci sono studi che parlano addirittura di 8 milioni di persone che stanno lavorando in remoto (fonte Fondazione Di Vittorio).
Se c'è una cosa assolutamente positiva dello smart working è che, nella maggior parte dei casi, si può lavorare pressoché ovunque. Telefono, agenda, computer portatile e subito le pareti dell'ufficio possono trasformarsi in un panorama vista natura.

Potrebbe non essere il massimo portarsi in lavoro in vacanza, ma di certo è più piacevole mandare mail o fare telefonate respirando aria fresca sapendo che, a fine giornata, ci si può rilassare in spiaggia o in un prato.
In linea con questa tendenza e spinti dalla necessità di reinventarsi o comunque di adeguarsi, molti alberghi e strutture ricettive si sono attrezzate offrendo agli ospiti servizi dedicati allo smart working: piccoli uffici silenziosi, connessione wifi anche sulla spiaggia e negli spazi all'aperto, servizio di baby sitting per i bambini.

Concludo citando la teoria sull’evoluzionismo di Darwin: in un mercato così mutevole e fortemente concorrenziale questa crisi deve necessariamente essere vista come spinta (inattesa) al cambiamento, diversamente se ci si vuole ancorare allo stuts quo il rischio è quello di scomparire.

Chiara Guerra





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