WORLD'S BEST VINEYARDS. TRE LE CANTINE ITALIANE CLASSIFICATE.
Qualche giorno fa, in diretta Youtube, si è tenuta le seconda edizione del World’s Best Vineyards, il concorso totalmente focalizzato sul turismo del vino che svela la classifica delle 50 migliori cantine del mondo.

La graduatoria, realizzata da un pool di oltre 500 esperti e viaggiatori del vino, giudica le cantine in base all’esperienza complessiva che ogni realtà offre, alla bellezza dei luoghi in cui si colloca e alle esperienze di visita (e non solo) proposte, privilegiando quelle realtà che sanno coniugare vino, arte e design ad esperienze di alto livello nel cuore di ambienti rurali, non rinunciando ad innovare pur in sintonia con la tradizioni di cui sono custodi.
Il concorso lanciato a Londra da William Reed, sponsorizzato dallo storico concorso londinese IWC – International Wine Challenge, quest’anno assume ancora più valore e diventa anche un momento di bilancio per il settore vitivinicolo che ha saputo resistere (se non migliorarsi) durante il difficile periodo appena trascorso. Come dice lo stesso fondatore del premio Andrew Reed: “La grandezza di questa straordinaria comunità di viticoltori e cantine è stata dimostrata dalla flessibilità con cui si è adattato il proprio modello di business alla situazione corrente”.


Non ci sono novità nei primi due posti del podio: la migliore cantina del mondo si conferma anche per il 2020 la Cantina Zuccardi Valle de Uco (Argentina), seguita dalla cantina Bodega Garzón (Uruguay). Al terzo posto si posizione quest’anno Domäne Wachau (Austria) che si assicura così anche il premio di migliore destinazione in Europa.


L’Italia ha guadagnato tre posizioni con aziende ben note al pubblico internazionale: Gaja (Piemonte) al 36° posto, Ceretto (Piemonte) al 21° e Antinori nel Chianti Classico (Toscana) che balza, dal 18° posto dello scorso anno, nella top 10: al 9 posto. Aziende di prestigio che, ancora una volta, raccontano il brand Italia nel mondo.
Antinori nel Chianti Classico ha riportato il quartier generale della famiglia Antinori nel cuore del Gallo Nero con un capolavoro architettonico firmato da Marco Casamonti;
Ceretto, una delle realtà più importanti delle Langhe, famiglia che ha sempre investito nel buono e nel bello del territorio, come simboleggiano icone come la Cappella del Barolo e “L’Acino”, la “bolla” trasparente che consente degustazioni con vista mozzafiato sui vigneti;
Gaja, cantina icona di Barbaresco, guidata da Angelo Gaja, che solo da pochi anni ha aperto alle visite in cantina con tutto il ricavato di questa attività che va in beneficenza.


Un’altra occasione in cui le eccellenze del food&wine nostrano fanno parlare di sé nel mondo, collocandosi fra i modelli di business capaci di ridare valore al Paese.
Rita Pagani





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