UN AUTUNNO ALL'INSEGNA DI CULTURA E MOSTRE D'AUTORE
L’autunno è alle porte e la nuova stagione porta con sé una ventata di novità ed eventi che fanno respirare, per quanto possibile, positività e rinascita. Le grandi città d’Italia sono pronte ad accogliere i turisti nel rispetto delle normative igienico-sanitarie e ad accompagnarli in un viaggio alla scoperta del meglio dell’arte.
Si parte dalla capitale, la meravigliosa Roma. Qui, al MAXXI, dal 23 settembre 2020 al 17 gennaio 2021 va in scena Lina Bo Bardi. Un meraviglioso groviglio, un emozionante omaggio dell’artista inglese Isaac Julien alla architetta italo-brasiliana Linda Bo Bardi. L’installazione video, con ben nove canali, è corredata da una serie fotografica, filmata in diversi luoghi del Brasile, come per esempio il São Paulo Museum of Art, il Modern Art di bahia e il Teatro Gregório de Matos di Salvador de Bahia.
Il titolo della mostra riprende uno dei passaggi più noti – quasi come se fosse un manifesto poetico - delle lettere di lina Bo Bardi: il tempo non è lineare, è un meraviglioso groviglio in cui, in ogni momento si possono scegliere punti e inventare soluzioni, senza inizio né fine. Lina Bo Bardi è sicuramente una delle personalità tra le più rivoluzionarie dell’architettura del XX secolo e per lei la pratica e il mestiere dell’architetto sono concetti inscindibili dall’impegno politico e sociale.
Rimaniamo a Roma, ma questa volta andiamo al Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese che, dal 17 settembre 2020 al 10 gennaio 2021, ospita Cruor di Renata Rampazzi. Cruor significa sangue in latino e da qui nasce l’urgenza dell’artista di riflettere sul tema della violenza sulle donne. Renata Rampazzi, mischiando terre e pigmenti, ha voluto dipingere una trentina di garze, simbolo delle ferite subite dalle donne in una variazione di rossi. Con questi drappi (4x1 metri), l’artista vuole invitare i visitatori ad addentrarsi in un labirinto di emozioni, in cui si avverte la sofferenza e la privazione della propria identità a causa della violenza. Il tutto con in sottofondo le musiche coinvolgenti di Minassian, Ligeti e Gerbarec. La mostra vuole quindi essere un vero e proprio viaggio dove ogni visitatore si sente coinvolto in un percorso che evochi e racconti il fenomeno della violenza sulle donne, raccontandolo in maniera evidente e urgente.
Ci spostiamo ora in una delle città più belle del mondo, nota per i suoi canali percorsi tutti i giorni da gondole: Venezia. Dal 28 agosto 2020 al 28 ottobre 2020, al D3082, la “galleria sulla strada” nata all’interno delle vetrate di Domus Civica, va in scena Eutopia – Poteressere di Patrizia Benedetta Fratus. L’obiettivo dell’artista è quello di proporre un dialogo tra opere raffiguranti mani e gesti, azioni di protesta e di affermazione, cristallizzati in un momento sospeso, simboli e citazioni che contengono reminiscenze di conflitti, sofferenza, diniego, ma anche la radice della creazione. Partendo dagli scarti di materiale tessile, con anelli di tessuto residuo della lavorazione di calzifici, in un discorso anche ecologico di riciclo, pazientemente annodati, raccolti in matasse, intrecciati in una nuova trama organica, i suoi arazzi realizzati con gesti e tecniche tradizionali, ma veicoli di narrazioni nuove, raffigurano figure mitiche, simboli primordiali, immagini tramandate dal patrimonio iconografico occidentale a definire il valore di un processo identitario.
Eva Barri





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